
Come si colora la lana di alpaca?
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Come viene colorata la lana di alpaca?
La lana di alpaca, essendo una fibra per lo più lavorata artigianalmente, viene colorata con dei metodi totalmente naturali, usando piante ed elementi facilmente reperibili nella natura.
Le colorazioni possono avere varie tonalità, ma derivano tutte da 7 principali gruppi di colori:
Verde ed Azzurro
La “Chilca”, o scientificamente chiamata “Baccharis Latifolia” che è una pianta proveniente dal sud America, è mescolata con l’indaco ed il suo risultato è usato per tingere la fibra di alpaca di colore verde. In alcune zone, anche le foglie di Eucalipto sono usate per dei toni verdi più chiari (vedi la foto).
Viola e Lilla
La lana di alpaca con colori viola, lilla e con toni bluastri, viene trattata con il “Maiz Morado”, cioè il mais viola. Questo tipo di mais non è solo utilizzato per la tintura della fibra di alpaca, ma è anche usato nel settore culinario per la preparazione di varie pietanza ed addirittura di bevande.
Grigio e Nero
La fibra di alpaca con i toni grigi e neri è frutto della lavorazione con delle bucce di “Tara” (Caesalpinia spinosa), frutto di un albero tipico della regione andina. Talvolta, la fibra, può essere tinta anche con “Cáscara de Nogal” cioè dei gusci di noce nera.
Giallo e Arancione
I toni gialli ed arancioni dei capi in lana di alpaca di solito sono dati dal “Qolle”. La “Buddleja coriacea”, chiamata anche volgarmente “Qolle” è una pianta sempreverde andina da dove si ricavano dei fiori colorati che vengono per lo più utilizzati come pigmento.
Marrone e Beige
L’elemento che rende la lana di alpaca di colore marrone, beige o con delle tonalità giallastre invece è il Muschio Andino che è una pianta molto comune nelle Ande e chi solitamente cresce sopra le rocce. A volte, i toni marroni possono essere anche dati dal “Achiote” (Bixa Orellana) e dai semi di questa pianta si ricava un colorante naturale chiamato “Annatto”.
Blu e Azzurro
Il blu e le sue diverse varianti, più chiare o più scure derivano da una pianta chiamata “Indigofera” e le sue varianti, come per esempio la “Tinctoria” (indaco dei tintori) e “Suffruticosa”. La pianta viene anche chiamata “Xiquilite” e da essa si ricava “l’Añil” per colorare la fibra animale.
Rosso
Le sgargianti sciarpe di alpaca in colore rosso sono tinte con l’aiuto della Cocciniglia, che è un piccolissimo insetto che si trova comunemente attaccato alle piante grasse e da dove si ricava l’acido carminico.
La Cocciniglia è anche usata nel settore alimentare come colorante.
Oltre alle piante, si usano altri elementi per conferire colore alla lana di alpaca?
Le varie tonalità di ogni colore sono frutto di esperimenti e mix di elementi naturali per ottenere dei colori più chiari o più scuri, infatti, nel processo di lavorazione per ottenere la lana di alpaca colorata, si utilizzano altri elementi, per esempio: il lime, la pietra di allume e i sali di ferro.
Cambia il risultato anche a seconda del metodo di lavorazione. Per esempio, nel primo bagno di colorazione, la temperatura dell’acqua conta moltissimo, ma anche la fermentazione o non fermentazione preventiva delle piante che conferiscono il colore al capo.
Come vedete, sono tutti elementi offerti dalla “Pachamama”, la madre terra. Le tecniche usate per colorare i capi e le tele sono molto antiche e pensate che le donne andine trattano le fibre di alpaca come facevano i loro antenati e tessono cantando, ma ne parleremo in un articolo dedicato del nostro blog.